Bruxelles, 1370

Questa settimana vi presentiamo un miracolo eucaristico in cui viene presentata la brutalità a cui può arrivare l’uomo.

Le cinque vetrate che ornano la navata laterale della Cattedrale, evocano le varie fasi del Miracolo Eucaristico e furono eseguite in diverse epoche, dal 1436 al 1870. I re del Belgio Leopoldo I e Leopoldo II offrirono le due prime vetrate della parte bassa. Le altre furono regalate dalle famiglie nobili del paese. Le prime dieci vetrate (otto nella navata laterale destra, vicino al coro, e due in fondo alla navata laterale sinistra), rappresentano la storia del Prodigio come veniva trasmessa a Bruxelles a partire dalla metà del XV secolo. L’antico documento racconta: «Nell’autunno del 1369, un ricco mercante d’Enghien, avverso alla religione cattolica, fece rubare delle Ostie consacrate. Per effettuare il furto si servì dell’aiuto di un giovane di Lovanio (vetrate 1-3). Il mercante però venne assassinato misteriosamente pochi giorni dopo. La vedova allora, pensando a una punizione del Cielo, si sbarazzò subito delle Particole che donò a degli amici del marito, anche loro avversi alla religione. Questi, il Venerdì Santo del 1370, fecero una cerimonia privata, in cui colpirono con dei coltelli le Ostie, in segno di sfregio (vetrate 1-5). Dalle Ostie fuoriuscì del Sangue (vetrata 4-5). L’evento provocò molto turbamento nell’animo dei profanatori, che a loro volta si sbarazzarono delle Ostie e le donarono, dietro pagamento, a un facoltoso mercante cattolico. L’uomo raccontò tutta la storia al curato della Chiesa di Notre Dame de la Chapelle, a Bruxelles. Il curato prese le Ostie (vetrate 6-7) e i profanatori furono condannati a morte dal duca di Brabant (vetrate 8-9). In seguito le Sante Particole vennero trasferite con una processione solenne nella Cattedrale di Santa Gudula (vetrata 10)». Il Sacrement du Miracle rivestì un ruolo molto importante nella storia della città, e fu considerato un simbolo nazionale. Ci sono anche degli arazzi del XVIII secolo che evocano l’evento miracoloso.

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