Monografie dei conventi – Osimo. Parrocchia S. M. Della Misericordia (1950)

CRONISTORIA DEI FRATI MINORI
MONOGRAFIE DEI CONVENTI
VOL. V
di P. ANTONIO TALAMONTI

SCUOLA TIPOGRAFICA FRANCESCANA
DEL COLLEGIO PICCOLI MISSIONARI DI S. ANTONIO
SASSOFERRATO
1950

OSIMO
La Misericordia

 Sommario. – I. Descrizione della chiesa. – Brevi cenni su l’antico oratorio e l’immagine della B. Vergine della Giustizia; fondazione della piccola chiesa della Misericordia; rovina della medesima e sua riedificazione; la chiesina diviene sede di una parrocchia; solenne incoronazione della miracolosa Immagine; consacrazione della chiesa. – III La parrocchia è affidata ai Minori Osservanti; zelo dei padri; cessione della parrocchia all’Ordine Minoritico; passaggio del convento e della cura alla Provincia di S. Pacifico; loro ritorno dopo cinque anni alla Lauretana; religiosi che ressero la parrocchia; loro attività e principali opere compiute a vantaggio del piccolo convento e della parrocchia

  1. – La parrocchia della Misericordia si trova nel Borgo San Giacomo circa seicento metri a nord-est del pubblico cimitero, già sede del demolito convento dei Frati Minori dell’Osservanza. La piccola chiesa, a croce latina e con tre altari, attrae l’attenzione del visitatore per la correttezza dello stile seicentesco e per l’eleganza della costruzione. In essa sono notevoli: il bell’altare di marmo colorato nel quale è venerata l’antica immagine della Madonna della Misericordia; la nuova balaustra di marmo; la pila dell’acquasanta donata alla vergine SS.ma da Mastro Renzi scalpellino di Osimo (1665); le belle decorazioni (sec. XX) e la lapide eretta in memoria della consacrazione del piccolo tempio; in essa è scolpita la seguente epigrafe:

IACOBUS. CARDINALIS. DE. LANFREDINIS
EP.US. AUXIMANUS. ET. CINGULANUS
AECCLESIAM. HANC
DEIPARAE
CUIUS. IMAGINEM. DIE. VIII. SEPT.
MDCCXX
CAPITOLUM. BASILICAE. VATICANAE.
AUREA. CORONA. ORNAVERAT
DEDICATAM
SOLEMNI. RITU. CONSECRAVTI
DIE. XXVI. MAII. MDCCXXXIV
AD. RECOLENDAM. DEDICATIONIS
MEMORIAM
DOMINICAM. QUARTAM. MAII
QUOTANNIS. DESTINAVIT
TRIBUTA. CENTUM. DIERUM. INDULGEN.

A mezzogiorno della chiesa è situata la residenza parrocchiale a forma di convento, a tre piani con comode stanze e bei locali che servono di sede per i giovani dell’Azione Cattolica Maschile

  1. – A brevissima distanza dell’odierna chiesa della Misericordia esisteva fin da antichi tempi una cappella che per essere eretta sul luogo in cui si giustiziavano i malfattori, era dedicata alla Madonna della Giustizia. Il piccolo oratorio eretto dai confratelli della Venerabile Compagnia di S. Giovanni Decollato, per darvi conveniente sepoltura ai corpi dei giustiziati, ebbe scarsa importanza fino al 1620 quando da uno ascritto alla pia Confraternita, vi fu trasferita un’antica Immagine che era stata esposta alla pubblica venerazione nella chiesa del Mercato, (1)(La demolita chiesa del Mercato, sorgeva nelle quattro attigue arcate del loggiato che fronteggia l’odierna Piazza Boccolino) e poi nell’altra di S. Maria della Piazza.

L’immagine nel suo nuovo luogo rimase ignota fino a circa l’anno 1635 in cui cominciò ad essere venerata da alcuni devoti che ne ottennero segnalate grazie. Il culto alla Vergine negli anni successivi, malgrado le prudenti restrizioni della Curia Vescovile, andò assumendo così notevole sviluppo, da trarre all’umile chiesina numerosi fedeli, che vi accorrevano non solo dalla città e dal suo contado, ma fin da luoghi remoti e da lontane provincie. Con l’affluire dei devoti al poveri oratorio vennero a raccogliersi copiose elemosine e ricchi donativi offerti alla Vergine che continuava a spargere sui popoli segnalati favori e singolari prodigi. La crescente devozione alla Madonna della Giustizia, il numero straordinario delle offerte fecero sorgere al priore e ai confratelli deputati alla custodia dell’augusta cappella, il pio desiderio di erigere una chiesa che fosse degna sede della miracolosa Immagine. Iniziate le pratiche col Vescovo Diocesano Card. Antonio Bichi (1659-1691), si decise di edificare il nuovo tempio nelle adiacenze dell’oratorio e fatti i necessari preparativi per la fabbrica, il 22 maggio 1662 lo stesso E.mo Vescovo rivestito degli abiti pontificali, ne benediceva solennemente la prima pietra, assistito dal R.mo Abate D. Pierfilippo Fronzi Arcidiacono della Cattedrale e dai canonici Don Massimiano Travaglini e D. Antonio Onofri. Alla sacra cerimonia erano pure presenti numerosi fedeli, il Governatore, il Magistrato, molti confratelli col Priore della Confraternita, i deputati alla manutenzione dell’oratorio, che con la licenza del Cardinale costituirono per la dotazione dell’erigenda chiesa un censo di trecento scudi depositati in mano di Alessandro Corradini amministratore del locale Monte di Pietà.

In memoria poi e in attestato di gratitudine per le molte grazie operate dalla Vergine, fu cambiato il titolo di Madonna della Giustizia nell’altro più bello e consolante di Maria SS. della Misericordia.

Con le offerte già raccolte e con l’elemosine elargite da pii benefattori i lavori procedettero con tanta sollecitudine, che la fabbrica fu condotta a termine nel breve spazio di poco più di un anno. Ultimata la nuova chiesa, vi fu trasferita la prodigiosa Immagine; ma per difetto di costruzione compiuta troppo celermente, nella notte del 28 al 29 novembre 1663 caddero la volta e la cupola, rimanendo miracolosamente illesa la devota immagine.

Ricostruito il piccolo tempio su un nuovo disegno e officiato da alcuni sacerdoti, con l’andare degli anni andò crescendo la devozione del popolo alla B. Vergine che continuava ad operare a beneficio dei suoi numerosi devoti, grazie e miracoli.

A sempre più promovere l’incremento del culto alla Madonna della Misericordia il Vescovo Cardinale Filippo Spada (1714-1724), nel 1718 ne scelse la chiesa per sede dela nuova Parrocchia formata con la parte del territorio di smembrato dalla troppo vasta parrocchia del Duomo e nel 1720 dopo aver ottenuto le necessarie facoltà del Capitolo Vaticano, con particolari festeggiamenti cinse d’aurea corona la miracolosa Imagine.

Per il maggior decoro del Santuario il Card. Lanfredini nel 1734 ne compì poi la solenne consacrazione. Anche i successori degli E.mi Spada e Lanfredini si presero cura della chiesa della Misericordia e le furono larghi di aiuti e favori; né minor premura ebbero per essa i parroci del clero secolare che l’officiarono dal 1718 al 1868.

III. – In quest’anno la parrocchia fu assunta dai Padri Minori Osservanti che, come abbiamo detto, essendo stati espulsi nel 31 dicembre 1867 dal vicino convento dell’Annunziata, si erano dati a cercare con ogni premura un confortevole ricovero.

Alcuni infatti ebbero la sorte di officiare l’insigne basilica di S. Giuseppe da Copertino degli ex Minori Conventuali mentre altri trovarono ospitale dimora presso le principali famiglie di Osimo.

Una così precaria situazione non poteva riuscire gradita ai buoni religiosi che, demolito il loro antico convento, volevano riunirsi in qualche luogo sicuro, per formarvi una piccola comunità francescana. Si presentò ad essi favorevole occasione, quando, traslocati dalla parrocchia della Misericordia all’altra di S. Bartolomeo dentro Osimo, il sacerdote D. Domenico Orlandi, fu nel 1868 nominato economo spirituale. Il P. A. Cantori d’Osimo che fu eletto poi curato nel successivo 1869, chiamò alcuni suoi confratelli a convivere con lui nella casa parrocchiale in seguito ampliata e ridotta in forma di convento.

Stabilitosi nella canonica una piccola famiglia claustrale, i pochi, ma zelanti padri, che ne facevano parte, attesero con gran cura al disimpegno dei doveri sacerdotali e al servizio religioso degli abitanti della vasta parrocchia. In un’opera così egregia si segnalò l’ottimo P. Cantori che nel corso del suo lungo e scabroso ministero compì un’azione di continua beneficenza e di rinnovamento spirituale degna di perenne memoria. Parroco zelante e operoso, oltre a restaurare la chiesa, che arricchì del bell’altare maggiore di marmo e di due campane fondò l’Unione dell’Addolorata (1874), quella delle Figlie di Maria (1877), e istituì la pia pratica del Mese dei Morti (1879), sacerdote pio, benigno, caritatevole, fu il consigliere, il benefattore, il padre dei suoi parrocchiani i quali per lunghi anno ne piansero la morte avvenuta il 3 febbraio 1897.

Al Cantori successe nell’anno successivo il P. Ruggero Rossini di Fano il quale dopo lunghe pratiche nel 27 agosto 1902 a nome del Provinciale P. Giuseppe Gasparrini (1902-1916) fece col Vescovo Mons. Giambattista Scotti (1894-1916) una convenzione in forza della quale la parrocchia nel 1903 fu ceduta all’Ordine dei Frati Minori. Mons. Vescovo si riservò di esercitare la propria giurisdizione su l’altare maggiore che veniva dichiarato parrocchiale. Il Rossini restò alla Misericordia fino al 1911, ma questo parroco, che negli inizi del ministero pastorale aveva suscitato nel popolo buone speranze e molto entusiasmo, per il suo umore e per le sue imprudenze fu causa di molti e deplorevoli incidenti e di fastidiose controversie coi propri superiori, incidenti e controversie per cui dopo aver abbandonato la parrocchia, ottenne nel 1913 il breve di secolarizzazione e visse poi fuori dell’ordine fino alla sua morte avvenuta dopo pochi anni per un tragico avvenimento che rese la sua memoria degna di profonda commiserazione.

Con la partenza del Rossini andò unito un altro fatto pure meritevole di memoria, vale a dire il passaggio della casa religiosa e della parrocchia alla Provincia Minoritica di S. Pacifico (1913). Fu allora nominato parroco l’ottimo e austero religioso P. Giulio Tarulli da Montappone che con lode tenne il suo officio fino al giugno 1916, quando per una nuova divisione di territori, Osimo tornò a far parte della Provincia Lauretana. Al Tarulli successe il P. Anatolio Bramucci, sacerdote esemplare, benigno, caritatevole e già parroco di S. Giovanni Battista di Ancona. Morto fra il generale compianto il Bramucci, (1923), ressero la parrocchia il P. Giulio Giuliani (vice parroco 1923-1924), il P. Giuseppe Ferroni (parroco 1924-1925) e il Padre Bernardino Amagliani (1925-1945).

Abbiamo narrato le più notevoli memorie concernenti la parrocchia e la piccola comunità religiosa della Misericordia; ma no npossiamo por fine alla presente monografia, senza scrivere ciò che i successori del P. Cantori, operarono a vantaggio della casa religiosa e della parrocchia. Questi buoni e zelanti sacerdoti fecero eseguire notevoli restauri alle case coloniche, al piccolo convento, alla chiesa che fu elegantemente decorata. Fecero la balaustra di marmo e l’elegante Battistero, acquistarono un bel presepio e belle statue. Inoltre cercarono di rivendicare presso la Curia Vescovile il diritto spettante al parroco su la parte delle decime che prima della cessione della cura all’Ordine, era stata riscossa dal sagrestano maggiore della Cattedrale; ricuperarono alcuni capitali appartenenti ai religiosi nella divisione delle due provincie ritenuti dai frati della S. Pacifico; reclamarono la proprietà di un appezzamento di terreno che l’ex padre Ruggero Rossini si era indebitamente appropriato e che poi aveva ceduto alla sorella Vitaliana e iniziarono pratiche, per ottenere l’aumento di stipendio per il parroco e l’assegno per il cappellano. I medesimi padri promossero anche il culto di S. Antonio da Padova e dell’Addolorata; dettero incremento alle istituzioni locali e alla Congregazione del Terz’Ordine; ottennero per molti militari sussidi straordinari e aumenti di pensioni; favorirono la Federazione per l’Assistenza degli Emigrati e presero notevole parte nella istituzione dell’Associazione Nazionale delle Madri Vedovi di Guerra (1901-1935).

Ma le opere principali compiute dai parroci e dagli altri religiosi furono d’introduzione della causa di beatificazione del P. Lorenzo Lombardi il cui corpo nel 1904 dalla chiesa dell’Annunziata fu trasportato in quella della Misericordia e la fondazione del Circolo Cattolico Maschile che eretto circa il 1890, raggiunse il massimo sviluppo negli anni che immediatamente seguirono la guerra europea.

Nel 1922 devastata la sede dai fascisti del luogo, miseramente finì la bella istituzione; ma edificato un nuovo, ampio locale nel terreno contiguo al piccolo convento, il Circolo nel 1925 fu ricostruito dal P. Ferroni e divenne in seguito florente per numero di buoni e ferventi iscritti.

[Ciò è testimoniato anche dalla seguente epigrafe posta sul povimento, a Cornu Evangelii dell’altare maggiore della chiesa parrocchiale:]

Corpus
Servi. Dei
P. Laurentii. A. Musiano
Ord. Fr. Min.
Picenorum. Apostoli
A.Sacra. Coemeterii. Aede
Ubi. Primum. Conditum. Erat
Huc. Translatum
Die. XII. Martii. MCMIV

Il padre Agostino Mantovani, confermato poi dal m. Rev. P. Bernardino Amagliani, diceva che quando i Riformati lasciarono il Convento nel giugno del 1916, portarono via tutto e no lasciarono neppure una forchetta. Lasciarono però una sconvolgente sporcizia dovunque, per cui si dovette procedere ad un rapido e completo risanamento e provvedere all’arredo minimo sia al convento che della chiesa.

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