Santa Geltrude la Grande (†1302), mistica cistercense, aveva molta devozione alla Passione di Gesù. Fin dall’infanzia si dedicò con grande impegno e ardore alla solitudine e agli studi letterari e, convertitasi totalmente a Dio, entrò nel monastero cistercense di Helfta vicino a Eisleben in Germania, dove percorse mirabilmente la via della perfezione, consacrandosi alla preghiera e alla contemplazione di Cristo Crocifisso. La Santa era convinta che qualsiasi anima, benché molto tiepida nella devozione, potesse ottenere favori celesti meditando con amore i patimenti di Gesù. “Infatti – diceva – come è impossibile maneggiare la farina senza impolverarsi, così l’anima non pu meditare la Passione senza trarne qualche vantaggio”. Ed ancora:” Appena l’anima negligente ha formulato un solo pensiero guardando il Crocifisso, rimpiangendo i dolori di Gesù, lo stesso Gesù offre a Dio Padre la soddisfazione per essa”. Un venerdì, contemplando il Crocifisso, fu penetrata da sommo dolore e amore. Disse, allora, fiduciosa al suo Signore: “Amatissimo Salvatore, quanto hai sofferto per la mia salvezza ed io oggi, che è venerdì, ho pensato poco alla tua Passione”. Benevolmente Gesù le rispose: “Dall’alto della Croce io ho supplito alle tue negligenze”.
Proposito: Porsi davanti a un crocifisso e riflettere per alcuni minuti sull’amore per Gesù, che ha sofferto acerbi pentimenti per ognuno di noi
(dal Messalino “La mia Messa: La Messa di ogni giorno”, Anno XI Vol. I, Frigento (AV), Casa Mariana Editrice, 2016, cit., pp. 359-390)