Mariano dentro e fuori! – San Francesco Saverio

La figura esterna di San Francesco Saverio (†1552) appariva singolare ed espressiva: piedi scalzi, una tunica nera consunta e rattoppata, la corona del Rosario al collo, un cappuccio di tela o un cappellaccio per difendersi dal sole, un crocifisso in mano; con tutto ciò esprimeva povertà e umiltà, mortificazione e devozione, amore alla Croce e al Rosario. La sua figura era la prima predica, forse, la più efficace a disporre gli ascoltatori della Parola di Dio. La corona del Rosario al collo esprimeva al vivo il suo amore e la fiducia verso la Madonna. Fin da quando stava a Parigi egli, come sant’Ignazio e gli altri, si era fatto un onore di portare ben visibile al collo la corona del Rosario, per manifestare a tutti il suo amore filiale alla Beata Vergine e per protestare contro gli eretici, che osavano attaccare il culto a Maria Santissima. Nelle Indie, la predicazione del Santo Rosario gli facilitava la spiegazione della Buona Novella. Quando, infatti, riusciva a inculcare l’amore al Rosario, sapeva bene che i cristiani non avrebbero più dimenticato la sostanza del Vangelo e della vita cristiana. Lo stesso fece in Giappone, e questa devozione fu quella che attecchì e durò anche nei periodi delle grandi persecuzioni. I cristiani giapponesi conservavano e nascondevano con cura i rosari, durante le persecuzioni. E quando i missionari cattolici poterono ritornare tre secoli dopo, nel 1865, i cristiani rimasti fedeli poterono mostrare loro i “rosari di San Francesco Saverio”, che si tramandavano da padre in figlio.

Proposito: Recitare il Santo Rosario per i missionari

(dal Messalino “La mia Messa: La Messa di ogni giorno”, Anno XI Vol. IV, Frigento (AV), Casa Mariana Editrice, 2017, cit., p. 334-335)

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